[RECENSIONE] La collezionista di meraviglie – Omaggio #39

La collezionista di meraviglie

«In questo laboratorio si curano gli oggetti dimenticati, rotti. Quelli che la gente butterebbe ma non lo fa perché vi è troppo legata. Si dona loro una seconda vita, un punto di partenza per costruire nuovi ricordi, perché non vada tutto perduto.»

Dafne è solo una bambina quando, in un vecchio baule di casa, trova una spazzola d’argento. È così brillante che non riesce a distogliere lo sguardo. Quando la prende in mano le appare una donna che, seduta davanti a uno specchio, si spazzola la lunga chioma bruna. È così che scopre di avere un dono straordinario: le basta sfiorare oggetti antichi per vedere la storia dei loro proprietari. Da allora sono passati anni, in cui ha cercato di ignorare questa capacità, che le parla di un passato che ha fatto di tutto per dimenticare. Ma ora che la sua vita non la soddisfa più, non può fare finta di niente: deve tornare a Torralta, dove tutto è cominciato. Solo lì potrà sperare in un nuovo inizio. Ad aspettarla c’è la bottega antiquaria di nonno Levante. Appena vi mette piede, si rivede bambina mentre corre tra gli scatoloni ingombri di chincaglierie di ogni genere. E soprattutto ritrova il familiare odore di polvere e vernice. Troppo familiare per non farle venir voglia di riaprire il negozio e riportarlo all’antico splendore. Con l’aiuto dell’amorevole nonna Clelia e di Milan, un insolito collaboratore che ha trovato rifugio proprio nel negozio vuoto, Dafne trasforma la bottega in un ospedale per oggetti dimenticati, dando loro nuova vita. Ma un giorno, tra gli scaffali polverosi, si imbatte in un vecchio orologio da taschino che le parla di una coppia e del loro amore contrastato. Dafne non sa a chi sia appartenuto, né per quale motivo sua nonna ne conservi uno identico. Sente però che, in qualche modo, quell’orologio ha a che fare con la sua famiglia e con il dono che è tornato a farle visita. Per questo, è pronta a scoprire la verità sul mistero che lo avvolge. Perché solo così, ascoltando ciò che il passato ha da dirle, potrà ritrovare sé stessa.

Recensione

Può capitare di adorare il primo libro di un’autrice ma detestare ogni riga del secondo? Leggendo La collezionista di meraviglie è proprio quello che è successo. Avevo adorato La ricetta segreta per un sogno ma ho detestato da subito La collezionista di meraviglie.

Ho odiato Dafne per non parlare di Milan, legati da un orologio. Lei vuole assolutamente scoprire perchè sono giunti fin là e a lui non potrebbe fregar di meno.

Ok, forse non ho afferrato la morale del libro, quello che l’autrice voleva dirmi ma arrivata al 30% l’ho cestinato. Non si fa, vero? Ma non potevo davvero farcela, credetemi!

Per cui, non ho nulla da dire al riguardo.


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Ringrazio Roberta e tutta la casa editrice Garzanti per l’omaggio e per avermi dato la possibilità di collaborare con voi.

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