[RECENSIONE] La figlia di Odino

La figlia di OdinoLa figlia di Odino

Nella serie Raven Rings i classici elementi della letteratura fantasy vengono reinventati. Non troverete profezie, dragoni o spade magiche. Certamente c’è la magia ma questa parola non compare mai nei testi. La protagonista è piena di risorse, vive emarginata e come una selvaggia al nord. Non è una “prescelta” e non ha poteri speciali. In realtà, ciò che la distingue dagli altri è proprio questa mancanza di capacità soprannaturali che invece gli altri posseggono.

Immagina di essere privo di qualcosa di cui tutti gli altri dispongono. Qualcosa che rappresenta la prova della tua appartenenza a questo mondo. Qualcosa di talmente vitale, che senza di esso sei una nullità. Una piaga. Una leggenda. Un essere umano.

Hirka, che ha quindici inverni, all’improvviso apprende di essere una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. È disprezzata, odiata e scacciata da tutti. Non riesce più a trovare una propria identità, e qualcuno la vuole eliminare affinché tutto ciò rimanga un segreto. Ma ci sono cose ben peggiori degli esseri umani e Hirka non è l’unica creatura ad essersi introdotta attraverso i portali…

Recensione

Ebbene ci siamo! Dopo quasi 2 mesi per terminarlo eccomi qua a parlavi de La figlia di Odino. Ahimè la mia recensione non è del tutto positiva, ho trovato il libro lungo ed estenuante. Credetemi, non vedevo l’ora di terminarlo per non rivederlo mai più.

La storia è molto bella in realtà. Hirka non ha la coda in un modo dove la coda indica l’appartenenza a Ymslanda. Per quel che ne sa è stata mangiata dai lupi quando era in fasce e mai avrebbe pensavo che invece ci era nata, senza la coda. A ridosso del Rito, dove gli abitanti di Ymslanda iniziano a far parte del mondo vero, scopre la verità e non le resta altro da fare che fuggire.

Arrivata a circa metà romanzo mi sono arresa, ho allungato la lettura per giorni senza mai arrivare ad un punto di svolta se non ad una trentina circa di capitoli dalla fine. Allora tutto si è rimescolato e la mia sete di sapere ha preso il sopravvento, per terminarlo alla velocità della luce in un paio di giorni.

Hirka non è un personaggio che mi ha colpita. È troppo terrorizzata da tutto, non vuole farsi aiutare ma cerca di rendersi utile per poi finire in guai peggiori. Priva del Dono, cieca alla Terra e per di più ricercata e segnata dal più grosso del delitto: essere il marciume. Essere un’emblana, la figlia di Odino.

Al contrario Rime l’ho adorato. Non sono sempre stata d’accordo con le sue scelte ma voltare le spalle alla famiglia per diventare un’ombra mi ha fatto innamorare. Testardo, ombroso, fiducioso, dolce. Potrei continuare all’infinito. Sicuramente è stato il personaggio all’interno della storia che mi ha spinta a continuare a leggere.

Poi, se la Ropolo però mi dice che il secondo capitolo è migliore non perderò occasione di leggerlo (ma tra qualche tempo, devo riprendermi).

Per il momento continuo a ringraziare il Rainbow Book Club, ci rivediamo a settembre!


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