Se morisse mio marito

Se morisse mio marito - Agatha ChristieSe morisse mio marito

Quando per l’assassinio di lord Edgware viene arrestata la moglie, il caso sembra già chiuso. Così pare alle menti ordinarie degli investigatori della polizia. Tuttavia, se a dissentire dalle conclusioni ufficiali è un omino dai baffetti inconfondibili di nome Hercule, belga di origini, meglio ascoltare la sua versione dei fatti. È proprio a lui che la sospettata, la celebre attrice Jane Wilkinson, si era rivolta affinché convincesse il marito a concederle il divorzio. E risulta che l’aristocratico avesse già acconsentito. Strano, quantomeno, poiché questo mette in discussione il movente della diva. Come si spiega, poi, che ci siano testimoni pronti a dichiarare di aver visto la stessa persona alla stessa ora in due luoghi diversi? Un rebus. Ma ogni tassello fuori posto ritrova la sua collocazione, e ciò che sfugge ai comuni mortali si dimostra perfettamente logico, se a ricostruire la verità è l’inarrivabile Poirot. L’unico in grado di scovare l’ago nascosto fra gli aghi.

Questo è l’anno delle challenges e delle prime volte. E’ infatti la prima volta che leggo una qualsiasi cosa di Agatha Christie ma credo che Se morisse mio marito non sia uno dei suoi migliori scritti. O almeno spero.

Poirot e il suo amico Hastings sono a cena quando la famosa attrice Jane Wilkinson li invita nella sua stanza per parlare con loro per una faccenda delicata. L’attrice chiede a Poirot di sbarazzarsi di suo marito. No, non intende chiedere ai due di ucciderlo ma solo di intercedere affinchè il signor Edgware conceda il divorzio per potersi sposare con un rampollo e il suo ingente patrimonio. Chiunque conosca Poirot sa che i divorzi non sono esattamente il suo campo ma accetta di aiutare la donna. Lord Edgware dal suo canto comunica a sua volta a Poirot di aver concesso il divorzio e di aver spedito una lettera alla moglie per darle comunicazione nonostante lei dica di non averla ricevuta. Non passa molto tempo che Lord Edgware viene trovato morto in casa sua e la moglie viene considerata la principale sospettata, se non fosse che sul giornale del giorno viene resa nota la sua presenza ad un ricevimento e che quindi non poteva essere in due posti contemporaneamente. Poco dopo si viene a scoprire anche il cadavere di Carlotta Adams, una comparsa in grado di imitare perfettamente chiunque voglia.

Gli investigatori ora si trovano davanti due cadaveri ma nessun colpevole finchè non viene pugnalato anche Donald Ross che finalmente aveva capito tutto. A questo punto l’omicida è ben conosciuto a tutti, non resta che arrestarlo e condannarlo alla pena capitale.

La storia incomincia dal giorno in cui conobbi il duca di Merton e compresi di aver fatto su di lui un’impressione profonda. Mi resi conto, allora, che, se fossi rimasta vedova, egli mi avrebbe certamente sposata.

La versione da me scelta è quella che vedete in foto e non è che mi attirasse molto. Non so se ci siano differenze con una seconda versione che ho visto su Amazon, al di là della copertina. Non avendo mai letto nulla della Christie ci ho messo qualche capitolo ad inquadrare il suo stile. Non mi ha fatto impazzire ma non mi è dispiaciuto. Vedere Poirot all’opera dopo averne sentito parlare tanto mi ha fatto davvero piacere. Mi sono anche domandata se la morte di Ross fosse necessaria ed è proprio l’assassino a darne spiegazione.

L’incidente di Donald Ross fu un vero guaio; e in nessun modo l’avrei potuto prevedere. Non ho mai capito come sia andata e per quale stupido equivoco egli mi abbia colta in fallo. Credo di essermi lasciata sfuggire qualche sciocchezza di cui neppur oggi so rendermi conto.

3 stelle

#2016bingoreadingchallenge

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