Shining

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L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” –, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

Un romanzo che ha appassionato milioni di lettori nel mondo, da cui Stanley Kubrick ha tratto l’omonimo capolavoro cinematografico con Jack Nicholson, Shelley Duvall e Danny Lloyd.

Recensione

Shining è stata una lettura interessante e faticosa. Mi aspettavo davvero una narrazione più lineare e meno pesante. Se i primi capitoli mi avevano conquistata andando avanti con la lettura  ho notato subito un calo di tono, una piattezza che mi ha reso faticoso andare avanti.

Tra tutti i personaggi menzionati, e non sono tantissimi, quello che davvero mi ha inquietato di più è stato Danny. Lo ricordavo in Doctor Sleep, il seguito di Shining, e non lo immaginavo che lo avrei trovato così… strano. Non è la Luccicanza il suo problema. Ma quello che dice e che fa, con e senza Tony.

Di contro, Wendy mi è parsa come una sorta di tappezzeria. È un personaggio non personaggio, sembra non avere un ruolo fondamentale per la storia se non essere moglie di Jack e madre di Danny. Al di là di questo, però, non mi è chiaro il suo apporto al romanzo. A parte piangere, urlare e incolpare Jack di qualunque cosa…

E infine Jack. Teoricamente è lui il centro del romanzo, lui che un momento prima è un padre e marito amorevole e un momento dopo corre per un albergo munito di accetta… Credo che non potrò togliermi dalla mente Jack Nicholson e il suo sguardo assassino. Anzi posso affermare con assoluta convinzione che il film è stato la spinta per leggere Shining perchè se l’ho letto in passato non me lo ricordo assolutamente e considero questa lettura la prima in assoluto.

Ultimamente ho trovato tutti i libri di King che mi son capitati sotto mano poco interessanti. Credo sia il caso di prendermi una pausa…

#2017readingchallenge


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