Teorema del primo bacio

Teorema del primo bacioTeorema del primo bacio

Ci sono momenti nella vita in cui, pur sapendo che l’acqua è gelida, ci tuffiamo lo stesso per gustarci la momentanea ebbrezza del volo. È quello che fece Andrea quel pomeriggio di aprile, il più bello della sua breve vita. Ne era valsa la pena. Il primo bacio d’amore vale sempre la pena? Sì, no? …Sì. Alberto Solei è un professore. Insegnare è la sua vita, gli alunni sono la sua famiglia, dopo una lunga malattia e una guarigione inaspettata, ha imparato ad amare ogni singolo istante. Forse per questo è un po’ meno cieco di un tempo, e con lui i ragazzi si confidano. Tutti tranne uno, Andrea. Andrea è un ragazzo gentile, riservato, e nasconde un segreto. Ha sedici anni e ha trovato una via d’uscita alla vita solitaria che gli è capitata in sorte. L’ha scoperta da bambino quando usciva di casa per non udire le urla e si nascondeva sull’ultimo gradino della scala del palazzo. Da lì, una porta chiusa sul corridoio spoglio, provenivano note che sembravano parlare proprio a lui. Quando ha trovato il coraggio di entrare in quella casa, un mondo inatteso e stupendo si è spalancato davanti ai suoi giovani occhi. All’inizio pensava alla musica come all’evasione di qualche ora dal nero del presente, poi ha capito di potersi costruire una nuova vita, partendo proprio da quella passione. Alberto e Andrea hanno età e modi di concepire il mondo completamente opposti, ma in un certo senso si salveranno a vicenda.

Recensione

Ecco cos’è l’amore. Guardare il soffitto e addormentarsi pensando ai suoi occhi e alle sue labbra. Il resto della vita è solo contorno. È solo questo il teorema del primo bacio.

È da mezz’ora che fisso lo schermo e mi chiedo: come posso rendere giustizia ad un romanzo che non è bellissimo, ma di più? Non lo so, davvero. Qualsiasi cosa mi sembra banale, inutile. Quindi vi parlo di altro.

Marco Braico è un insegnante di matematica e fisica al liceo della mia città. Fino a qualche anno fa non sapevo chi fosse, poi mi è stato consigliato il suo primo romanzo La festa dei limoni dove si ride tanto e si piange in egual misura. Io poi mi son rivelata una pessima lettrice perchè ho letto oltre duecento libri dopo di quello fino ad arrivare al Teorema del primo bacio ma saltando completamente i due di mezzo (li ho già sul Kindle, devo solo leggerli).

Fatto sta che, complice una presentazione proprio dietro casa (letteralmente dietro casa) ho fatto il triplo salto carpiato e con la gentilezza di Laura, Elisa e infine Federica sono venuta in possesso della copia più preziosa dell’anno. Una prima edizione che ho potuto farmi autografare e che porterò sempre nel cuore.

Qui ho conosciuto un altro insegnante, Alberto Solei, insegnante di matematica e fisica ex-ospite del reparto Ematologico delle Molinette di Torino, e i suoi allievi in viaggio d’istruzione (con l’apostrofo mi raccomando, perchè a toglierlo ce ne sarebbero di cose da dire). Andrea è uno di questi, bello e intelligente ma con una vita di inferno e un solo amico, il vecchio che abita sopra di lui. Andrea non è uguale agli altri, è autolesionista, si taglia e ama il violino. Ma questo non lo deve sapere nessuno.

Alla presentazione ho chiesto a Marco che sentimento fosse Andrea e sebbene io abbia capito poco (eravamo qualcosa come 200 persone in un teatro che dovrebbe tenerne circa 150 seduti) lui mi ha dato una risposta chiara. Andrea è forte, Andrea è affidabile, Andrea è una roccia. Nonostante tutto quello che passa, nonostante tutto il dolore e i segreti che nasconde Andrea è forte. Così mi son posta la stessa domanda. Che sentimento è Andrea?

La mia risposta è diversa. Andrea è amore, Andrea è musica. Andrea è un ragazzo che ne passa tante e che solo alla fine emergerà per quello che è davvero. Ho amato moltissimo Andrea, ho odiato la sua storia fatta di violenza e abusi, fatta di un padre morto e un patrigno che odia, fatta di una madre che tace e sopporta di tutto per il bene del figlio. Andrea è speranza, è sogno!

Ho pianto in due passaggi fondamentali. Il primo è quello che segna davvero la svolta (non vi dico niente però) nella vita di Andrea. Il momento in cui può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Il secondo è stato nel racconto dell’ultimo giorno di scuola. Nessuna frase strappa lacrime ma l’immagine di una scena che desideravo vedere quasi fin dall’inizio.

Ciascuno di noi nasconde un posto segreto. Che sia una casa, un luogo, una persona, un pensiero, un sogno o semplicemente un cuscino, nessuno ha il diritto e, soprattutto, il potere di levarcelo.

Non lo dico per piaggeria ma la storia di Andrea e di Alberto è una storia che val la pena di essere letta. E di essere comprata!

Sì perchè Marco Braico ha fondato una Onlus che raccoglie fondi da destinare all’acquisto di attrezzature mediche per gli ospedali. E chiunque voglia farsi un selfie sappia che farà aggiungere un euro alla donazione! Cosa volete che sia? Libro più, libro meno…

Beh se non si fosse capito è un libro bellissimo! Scritto bene, dove si ride e si piange. Le citazioni si sprecano, il mio libro è piano di post-it e di sottolineature!

Esistono persone che con il loro sorriso e atteggiamento ti irradiano ogni volta che le incontri, ogni giorno. Le chiamano persone solari.

#2017readingchallenge


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Grazie a Federica per l’omaggio!

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