Tu leggi? Io scelgo! #2

Bentornati miei adorati lettori! Torna l’appuntamento con la rubrica Tu leggi? Io scelgo! nata in collaborazione con Chiara, l’ormai famosa blogger de La lettrice sulle nuvole

Questo mese ho scelto un libro letto da Ludovica, proprio dal blog di Chiara e ho scelto La fioraia del giambellino di Rosa Teruzzi.

Di seguito il calendario delle prossime tappe!


La fioraia del giambellinoLa fioraia del Giambellino

Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia.

È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove.

Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie.

Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

Recensione

Iole, Libera e Vittoria sono tre donne molto diverse tra loro ma hanno in comune due cose: sono nonna, madre e figlia e tutte e tre hanno il pallino dell’investigazione. Ma se Vittoria è una poliziotta di mestiere, Iole e Libera si ritrovano coinvolte in indagini non richieste, per la gioia della prima e la rassegnazione della seconda. Dopo il caso de La sposa scomparsa la fioraia Libera si è ritrovata sommersa di richieste per i suoi bouquet magici fino all’arrivo nell’atelier di Manuela.

La giovane donna è in procinto di sposarsi e ha espresso il desiderio di conoscere quel padre che per tutta la vita la madre si è rifiutata di nominare. Così, loro malgrado, Iole e Libera decidono di aiutarla trovando non poche difficoltà a venirne a capo. Ma la loro caparbietà è destinata a ripagarle per la fatica, scoprendo però un segreto di famiglia difficile da digerire.

La fioraia del Giambellino l’ho letto in 6 ore scarse, con qualche pausa nel mezzo. La leggerezza della scrittura di Rosa Teruzzi vi tiene inevitabilmente incollate alle pagine. Dopo La sposa scomparsa è stato piacevole ritrovare le tre donne detective anche se rispetto al primo romanzo l’ho trovato meno accattivante. L’investigazione che tanto mi aveva coinvolta qua ha faticato a procedere, bloccata forse da Vittoria e la sua ricerca della verità sulla morte del padre.

Questa volta Libera è il personaggio che mi è piaciuto di meno, troppo sostenuta e poco incline a lasciarsi coinvolgere. La fioraia del Giambellino infatti fa un passo indietro rispetto al primo romanzo dove la vediamo coinvolta in prima persona nella ricerca di Carmen, la sposa scomparsa. O meglio, questa è l’impressione che mi ha dato.

Mentre Iole, tutto all’opposto, è come una calamita per guai e vita spericolata. Iole resta la mia preferita in assoluto. Leggerezza, disincanto, malizia e spensieratezza la caratterizzano. La adoro!


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