Un cuore oscuro

Un cuore oscuroUn cuore oscuro

Milano, 1980: Pina Accorsi, una sarta di mezza età, viene trovata cadavere nel suo appartamento in una casa di ringhiera sul Naviglio Pavese. Ha la gola tagliata ed è stata derubata.

Milano, 1938: la giovane Olimpia Cavenaghi sogna di lasciare la sua misera casa di ringhiera in viale Col di Lana per fuggire a Roma ed entrare nel favoloso mondo del cinema.

Che cosa unisce due donne tanto diverse, a oltre quarant’anni di distanza? È quello che deve scoprire il commissario Marco Pisani, chiamato a indagare sulla morte di Pina Accorsi.

Con Un cuore oscuro Maria Luisa Minarelli ci conduce in un lungo viaggio nella storia d’Italia, dalle feste popolari del regime fascista ai ricevimenti del bel mondo romano a Cinecittà, dagli anni della guerra agli scontri sanguinosi tra partigiani e tedeschi, dal boom economico agli anni di piombo. A tessere una trama noir ricca di colpi di scena, una carrellata di personaggi magistralmente delineati, fino all’epilogo sbalorditivo.

Recensione

Può l’omicidio di una sarta portare a galla quarant’anni di storia e morti sospette? Sì, può. E tocca al commissario Marco Pisani riuscire non solo a risolvere il caso dell’omicidio di Pina Accorsi ma anche quello di altre morti sospette e rimaste impunite.

Un cuore oscuro non mi è piaciuto. Non ci son mezzi termini per dirlo, purtroppo. In primis non ho apprezzato che il protagonista della serie Veneziano sia stato riadattato ai tempi moderni, peggiorandolo. Seconda cosa non mi è piaciuto nemmeno il fatto che l’assassino venga scoperto dopo due capitoli ma che ne siano serviti altri tredici per poterlo incastrare.

Mi è sembrato tutto un po’ forzato. Le ricerche nel passato che, casualmente, incastravano inesorabilmente il colpevole ma che non erano sufficienti per una condanna, l’incastro di tanti personaggi tutti prontissimi a voltare le spalle al colpevole in nome di un’indagine di cui non si sa nulla…

La parte meno noiosa è quella ambientata verso la fine della guerra, dopo una scia di morti inutili. Questa volta Maria Luisa Minarelli non è stata all’altezza delle mie aspettative. I personaggi sono insulsi, grigi e noiosi. Le ricerche fatte per capire il movente dell’omicidio di Pina Accorsi sono campate in aria, non hanno logica. Marco Pisani è stato completamente stravolto e reso un burattino senza capo nè coda.

Che delusione.

#2017readingchallenge


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