Un raggio di sole tra le nuvole

Un raggio di sole tra le nuvoleUn raggio di sole tra le nuvole

In cuor suo, Eden ha sempre coltivato la speranza di diventare madre, e il sorriso non l’ha mai abbandonata. Ma adesso quel sorriso si è spento: non ci saranno bambini nella sua vita. E la grande casa che ha appena acquistato col marito Jack rimarrà un nido vuoto. Una verità dolorosa, destinata ad allargare la crepa che, a poco a poco, si è venuta a creare tra loro. E infatti lui commette subito un errore madornale: le regala un cucciolo. Per Eden è quasi un affronto. Davvero Jack pensa che un cane possa sostituire un figlio? Se ciò non bastasse, in un goffo tentativo di rimediare, Jack «assume» come dog-sitter Cleo, la nipotina undicenne del loro vicino. Pur di non doversi occupare di quella bestiola, Eden si rassegna a sopportare la presenza della bambina e le permette di andare a trovarla ogni giorno. Ancora non lo sa, ma quella decisione le cambierà l’esistenza. Perché Cleo è dotata di un’intelligenza vivace e di un’insaziabile curiosità, che la spingono a porsi domande su tutto, persino sull’antica testa di bambola che Eden ha trovato per caso in cantina. Affascinata, Cleo vuole a ogni costo ricostruirne la storia e trascina Eden da Ms Silverdash, la libraia del quartiere, nonché esperta antiquaria. Ed è proprio lì, tra gli scaffali pieni di libri e i saggi consigli di Ms Silverdash, che Eden scoprirà che quella bambola è la chiave per risolvere un mistero legato a una donna vissuta durante la Guerra di Secessione, una donna con cui Eden ha stranamente molto in comune. E così, grazie all’amicizia della libraia e alla disarmante simpatia della sua «piccola detective», Eden tonerà a sorridere e a ritrovare la voglia di aprirsi al mondo, rendendosi conto che ci sono molti modi per donare affetto e amore, soprattutto a chi ci è più vicino.

Eden e Jack si sono trasferiti da pochi mesi a New Charlestown. Da qualche tempo cercano di avere un bambino, hanno finito i soldi ma di bambini nemmeno l’ombra. L’utero di Eden non ne vuole sapere e la vita con Jack si sta trasformando in un inferno. Questo finchè Jack non si presenta a casa con un cagnolino. Un cagnolino che Eden sa che non può sostituire un figlio ma nonostante tutto ci si affeziona. E a lei si affeziona Cleo, la nipote del vicino. Una testa di bambola, una chiave e un bottone porteranno la donna e la bambina a domandarsi la storia della casa, della bambola e di quello che può essere successo un secolo prima in quella cittadina.

Un raggio di sole tra le nuvole racconta le vicende di Eden nel presente e di Sarah durante la guerra di Secessione. Le due donne, pur non essendo parenti e pur non avendo apparentemente collegamenti, hanno una storia simile. Entrambe sono sterili, lottano per la loro maternità rinunciando alla propria felicità. Sarah non si sposerà mai mentre Eden cerca di sabotare il suo matrimonio. Se la storia di Sarah ha una verità di fondo quella di Eden è totalmente inventata. L’autrice spiega infatti che Sarah Brown è veramente vissuta intorno alla metà dell’800 e ha realmente partecipato alla causa abolizionista per eliminare la schiavitù.

E’ stato interessante leggere la storia di Sarah per arrivare alla storia di Eden, trasmessa da una semplice testa di bambola ritrovata in cantina. Quella semplice testa in realtà si rivela una mappa usata dagli abolizionisti per portare in salvo più schiavi possibile. Nulla di tutto ciò è inventato, nè la causa abolizionista nè tanto meno l’uso delle bambole come mappa. Nascondere in bella vista, questo il concetto.

Ma torniamo al presente. Eden vuole un figlio che però non arriva. Il cane che le porta Jack per lei è un surrogato, che non potrà mai prendere il posto di un bambino, o così pensa. La vicinanza della piccola Cleo, che ho adorato dal primo momento, le farà capire che in realtà ha già tutto di quello che ha bisogno. Un cane, un essere senziente con sentimenti reali, è quello che serve a Eden per riprendere possesso della sua vita. Non nego di aver versato qualche lacrimuccia per questo cucciolino che cucciolo in realtà non è.

Va tutto bene, piccolino, il dottore scoprirà che c’è che non va. Non preoccuparti, c’è qui la mamma.

Quante volte vi siete rivolti ai vostri cuccioli definendovi la loro mamma? E’ proprio Cricket a far sì che Eden trovi il suo posto nel mondo, a New Charlestown. I personaggi creati dalla McCoy son così diversi che descriverli tutti ci vorrebbero almeno tre post. Vi parlo dei principali, quelli che a me hanno colpito di più.

Parlando del passato: Sarah Brown e Freddy Hill. I due si conoscono in occasione della condanna a morte del padre di lei. Da allora tra loro inizia una corrispondenza fitta fitta, in cui si innamoreranno. Quando però lui le chiede la mano, lei rifiuta. Non può avere figli e si sente inadeguata a renderlo felice. Questo concetto della donna che debba figliare per forza non l’ho gradito ma suppongo che nel 1800 fosse la regola. Non poter avere figli era come essere una donna a metà, per l’epoca. E una donna a metà era destinata a restare da sola. E’ così che invece si è trasformata in una grandissima donna. Con i suoi quadri e le sue rappresentazioni ha celato in bella vista i passaggi sicuri e le case sicure per tutti gli schiavi da portare in salvo. Freddy, innamorato, l’ha sempre sostenuta e incoraggiata anche quando è stato costretto a sposare un’altra per il bene della comunità. Questo è l’amore che tutte vorremmo, quello che dura nel tempo e nello spazio.

Parlando del presente: Eden, Cleo e Cricket. Eden si comporta per metà della sua parte di romanzo come una stronza. La frustrazione la rende insopportabile e lo si legge tra le righe. La sua ossessione per la maternità è qualcosa di già visto, che ti logora dall’intero. Posso immaginare come ci si possa sentire ma portare all’esasperazione la propria vita e quella delle persone che ti stanno accanto non fa bene. Il suo personaggio non mi ha fatto impazzire di gioia ma ha recuperato terreno dopo l”incontro con Cricket. Cleo è adorabile. Undici anni di buon senso e responsabilità. Una pellaccia, come si dice dalle mie parti. Una che sa cosa vuole, che non si fa problemi a dire quello che pensa e che sistema per le feste Eden. La adoro.

E infine largo spazio alla star: Cricket. Grazie a lui e soltanto a lui Eden e Cleo riescono a trovare un compromesso nella convivenza. Adora farsi fare i grattini sulla pancia, gli piace mangiare il polpettone e adora i CricKet BisKet, i biscotti a forma di osso che Cleo e Eden preparano seguendo la ricetta di Olistica Canina. Se non fosse per questa palla di pelo Eden e Cleo non avrebbero mai prodotto i biscotti e non avrebbero potuto brevettarne l’idea. Se non fosse per questo sacco d’amore forse il matrimonio tra Eden e Jack sarebbe finito, se non fosse per questo cucciolo forse le storie di Eden e di Sarah non sarebbero mai venute fuori.

Ah, volete la ricetta dei CricKet BisKet? Sul libro, la trovate sul libro…

4 stelle

#2016bingoreadingchallenge

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: