Uomini che restano

Uomini che restanoUomini che restano

All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.

Recensione

Ci sono quei libri, quegli autori e autrici che devi affrontare almeno una volta nella vita. Uomini che restano di Sara Rattaro è uno di quei libri e di quelle autrici.

Se vi dicessi che questo libro mi ha sconvolta, mentirei. Le storie di Valeria e Fosca non mi hanno sconvolta.

Nel giorno del quarantesimo anno di età di Lorenzo, Fosca organizza una festa a sorpresa. Non fa in tempo ad accendere la luce per il tanto atteso “sorpreeeeesa” degli amici che Lorenzo le confessa di essersi innamorato di un uomo.

A Genova intanto, Valeria sta affrontando da sola un cancro al seno. L’incontro tra le due donne non è niente di speciale, ognuna presa con le proprie vite da affrontare, distrutte e da ricostruire pezzo per pezzo.

Come dicevo poco fa, la storia non mi ha stravolta. L’ho trovata banale. Premetto: parlo della storia fine a se stessa. Due donne affrontano la separazione dal marito in modo diverso, una deve accettare che l’uomo che ha sposato è gay e l’altra deve affrontare il fatto che di fronte al cancro lui preferisca andare in giro con la sua preziosa Jaguar.

Detto questo, lo stile di Sara Rattaro mi ha conquistata. La storia no, la sua scrittura sì. La giusta dose di ironia, serietà e empatia hanno reso il mio pomeriggio molto più interessante. I personaggi di Fosca e Valeria sono due forze della natura, non lo nego. Affrontano il peggio per poi risalire e riscoprire l’amore e la gioia.

Se da un lato ho trovato Fosca patetica dall’altro ho adorato il personaggio di Valeria. Ottimista, nonostante tutto. Ironica, nonostante tutto.

Alla prima occasione cercherò di leggere sicuramente qualcosa di altro di suo perché se è vero che non ci può piacere tutto è anche vero che c’è sempre la possibilità di essere stupite!


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