Verrà il vento e ti parlerà di me

Verra il vento e ti parlera di me - Francesca BarraVerrà il vento e ti parlerà di me

Una storia profonda che parla di una terra, la Basilicata, di cui l’autrice è originaria, ricca di fascino, mistero e tradizioni. Una storia in cui il passato ha il sapore delle cose preziose il cui valore non sfiorisce mai. Una storia in cui la cucina è aggregazione, è insegnamento, è vita. Il racconto di due donne e della magia di trovare il proprio posto nel mondo.
L’erba selvatica profuma di salvia e menta e lambisce il sentiero che porta al mare. Teresa è solo una bambina, ma sa già cosa urlare al vento davanti a quella distesa azzurra: ”Io non me ne voglio andare”. Per nessuna ragione vuole lasciare quella terra di cui conosce ogni scorcio, ogni odore, ogni sapore: la Basilicata. Ama tutto di quella regione, la magia dei sassi di Matera che l’hanno vista nascere e il calore della costa che l’ha accolta anni dopo. Lì sogna di costruire la sua famiglia, il suo futuro. E il suo desiderio si è realizzato. Ora, invece, Caterina sua nipote, non vede l’ora di andare via. Di lasciare il paesino in cui è cresciuta, in cui le tradizioni regnano immutate. Vuole sapere cosa significhi sentirsi straniera, persa in una grande città. Vuole staccarsi dalla sua famiglia che adora, ma che nello stesso tempo è come un grande albero in cui i singoli rami perdono la loro identità. Quella famiglia di cui sua nonna Teresa è il perno centrale intorno a cui ruota tutto. Sua nonna Teresa che ha i suoi stessi ricci ribelli e scuri e la stessa forza di seguire il proprio istinto. Caterina sa che quello che le unisce è un legame speciale. Così quando si trasferisce a Roma per studiare all’università la cosa più importante che porta con sé è l’agenda in cui la nonna le ha dettato le sue ricette. In un’estate che la ragazza non dimenticherà mai, le ha insegnato a cucinare mentre i ricordi riaffioravano preziosi: la sua infanzia, il suo amore per Don Mimì, il suo dono segreto di prevedere il futuro, l’attaccamento alla sua terra e alla sua casa. E Caterina inizia a guardare la sua vita con occhi nuovi. Scopre che le radici non sono sempre qualcosa che impedisce di volare, ma possono essere ali che portano verso cieli inaspettati. Impara che le ragioni del cuore spesso sono imperfette e che questa è la loro bellezza. E quando il vento della sua Basilicata la richiama ha molto da dirle. È tornato a soffiare solo per lei. Ma Caterina sa che per ascoltarlo ci vuole coraggio. Il coraggio di seguire la strada che porta dove si avverano i sogni.

La storia di Teresa e Caterina è raccontata attraverso le due donne e attraverso il ricettario della nonna Teresa. Questo libro mi ha particolarmente emozionata perchè anche io, come Caterina, ho da poco perso mio nonno. Al contrario di Caterina non ho vissuto tutta la vita con lui, io a Torino e lui in Calabria, ma quelle settimane passate insieme non potrò mai dimenticarle. Non potrò mai dimenticare le sue storie di guerra, la sua risata piena e la tristezza dell’ultima volta in cui l’ho visto, a casa. Teresa, così come mio nonno, se ne sono andati in silenzio ma sconvolgendo quel precario equilibrio familiare che esiste in tutte le famiglie. Ma Teresa ha lasciato alla sua nipote prediletta un’eredità che nessuno in tutta Policoro potrà eguagliare. Un piccolo chioschetto e un ricettario. Un ricettario da cui ho rubato la ricetta dei taralli e da cui affiorano ricordi, pensieri e decisioni. Perchè Caterina è come Teresa, la sua terra e la sua famiglia valgono più di qualsiasi altra cosa.

L’ultima lettera di Teresa a sua nipote Caterina è un inno alla felicità. Ed è qua che Caterina prenderà coscienza di quello che sarà il suo futuro perchè sua nonna è nel vento e non mente quando le dice “verrà il vento e ti parlerà di me”. Non mente quando le dice che la famiglia è tutto, che non serve viaggiare e visitare posti nuovi quando hai davanti a te una città come Matera, con i Sassi e il mare e quei paesini che trasudano tradizioni amore e felicità.

Ognuno di noi dovrebbe imparare da una donna come Teresa, nata povera e sposata ad un ricco per amore. E tutte noi dovremmo essere Caterina, che viaggia per trovare se stessa non sapendo che è sempre stata là, nel suo paese.

Fammi vento e ti parlerò di me.

La scrittura di Francesca Barra è fluida ed emozionante. Mi ha commossa con la lettera di Teresa e mi ha fatto arrabbiare davanti alla ristrettezza di mentalità del paese. Mi ha fatto pensare all’importanza che diamo alle cose più che darla alle persone e ce ne rendiamo conto solo quando non ci sono più. Vorremmo fare loro mille domande, indagare le loro vite e farle nostre. Teresa, nata povera, dimostra all’intero paese che anche una ragazza povera può far innamorare un ragazzo ricco. E lo dimostra fino alla fine, l’amore tra Teresa e don Mimì è uno di quegli amori che durano una vita e se possibile anche oltre. Francesca Barra alla fine ci racconta come proseguono le vite dei nostri personaggi, di Caterina e Pietro, di don Mimì, di Mary e dei fratelli. E io mi chiedo se in futuro ci parlerà ancora di loro o se invece ci ammalierà con una storia tutta nuova ma non meno emozionante. Verrà il vento e ti parlerà di me è uno di quei testi che ti entrano nel cuore, così come è stato per Dentro soffia il vento o Acquanera. E dire, che a me, gli autori del bel paese nemmeno piacciono! Sono più che felice di aver scoperto l’ennesima autrice italiana che mi ha fatto ricredere sul talento dei miei connazionali ma che più di tutto è riuscita davvero a farmi battere il cuore.

Ah e ovviamente, grazie per le ricette!

5 stelle

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